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Chiesa dei Cappuccini

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Il momento di formazione dell’interessante organismo chiesastico sembra risalire a data antecedente all 100. Tuttavia, della originaria struttura ben poco rimane, ad eccezione delle tracce della facciata, in conseguenza della pesante distruzione, avvenuta ti-a il 1155 ed il 1156, durante il saccheggio perpetrato da Roberto, Conte di Loretello.
Notevole è la porta di S. Benedetto, in cui si evidenzia l’arco leggermente a ferro di cavallo, che richiama gli stilemi dèl XII secolo. La nuova chiesa, dedicata a S. Benedetto, venne rieretta dai Benedettini, nella “terra nova”, attorno al 1362, sui resti di quella distrutta. Nel 1544 i Benedettini furono costretti a lasciare il complesso, che prima passò ai Gesuiti e, dopo il 1573, ai Cappuccini appartenenti all’òrdine dei Francescani predicatori.Nel 1577 l’intero organismo venne profondamente modificato, come riporta l’iscrizione in esso presente.
L’impianto originario a tre navate, di cui si rileggono ancora le archeggiature murate, fucontratto alla sola navata centrale che, inoltre, venne sopralzata e munita di volta a botte con ampi finestroni.Le navate laterali assunsero la funzione di cappelle, con una modifica che si rese necessaria al fine di adattarle alle esigenze dei Cappuccini.
Nella navata dell’Epistola furono ricavate tre cappelle, mentre la navata del Vangelo venne ricondizionata adibendola ad ingresso del convento.Nel 1596 i Cappuccini erano definitivamente insediati nella strut tura conventuale ed utilizzavano la chiesa. Nel corso dei secoli successivi la chiesa subì poche modificazioni, fino al 1920 quando furono effettuati alcuni restauri resi necessari dallo stato fatiscenziale in cui essa oramai versava. Attualmente si evidenzia la semplice ed austera facciata sottolinea ta dal bel portale Romanico mentre, all’interno, si evidenzia un notevole altare ligneo, intagliato da Giovanni Palombieri. Lungo la navata di sinistra permane la zoccolatura basamentale del fusto campanario, unitamente a resti di decorazioni pittoriche ascrivibili al 1300.

Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro

L’organismo ecclesiale presentava un grave stato di dissesto dei tetti che, a seguito delle infiltrazioni d’ acqua meteorica, stava producendo danni alla sottostante volta. Si operava pertanto lo smontaggio del tetto, il rifacimento della piccola orditura e del tavolato su cui si rimontavano i coppi tradizionali, effettuando anche una opportuna regimentazione delle acque meteoriche.

Committenza: Parrocchia S. Spirito (Te)
anno 1990