Palazzo del Seminario
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L’imponente complesso del Seminario sorge in Teramo, in prossi mità del Duomo.Fu’ eretto su quello che, nel 1597, era il convento di 5. Caterina, a sua volta posizionato a ridosso dei ruderi del teatro Romano di Interamnia, di cui permangono i resti nella zona dell’ex orto del Seminario. Il complesso mantenne, in parte, la struttura dell’origi nario convento riadattandolo tuttavia alle rinnovate esigenze.
La volontà di erigere il Seminario si deve, verso la fine del XVI secolo, al Vescovo di Montesanto il quale, già sette anni prima, aveva iniziato un’attenta campagna di recupero e restauro delle mura della Cattedrale e della chiesa di 5. Matteo.
L’iniziativa nacque, stante le cronache del periodo, dall’esigenza di formare una più responsabile classe religiosa, in ragione di una diffusa forma di lassismo cui le nuove leve, attorno al XVI secolo, stavano andando incontro.
Peraltro, l’idea di realizzare un Seminario era già stata avanzata dal Piccolomini e dal Ricci, ma il merito di aver concretizzato con determinazione quelle che, in pratica, risultavano solo idee, si deve al Montesanto che, oltre a potenziare e riadattare il convento e la chiesa di S. Caterina, utilizzò per ampliare il complesso anche i beni dati dalle così dette “case di 5. Getulio”, un gruppo di abitazioni, abbandonate dai Padri della dottrina cristiana, annesse alla antica Cattedrale.
Chiuso nel 1630, il complesso venne riaperto nel 1674, come attesta una lapide commernorativa posta lungo la scalinata di accesso ai piani superiori.Tra alterne vicissitudini, il Seminario ebbe il suo periodo di massimo splendore nel 1850, sotto l’episcopato di Monsignor Pasquale Taccone, il quale lo elevò a grande prestigio.
Il Taccone nel 1851 riaprì il Seminario e, nell’arco di sei anni, ne potenziò in modo notevole il livello culturale, introducendovi qualificati corsi di insegnamento.
Con la morte di Monsignor Taccone, le iniziative culturali persero progressivamente di vigore, decadendo qualitativamente e produ cendo non solo la irreversibile decadenza del prestigio della istituzione ma anche, come conseguenza diretta, il declino materico dello stesso complesso edilizio, non più sottoposto alle sue costanti cure.
Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro
L’Ente Seminario ha inteso riscoprire la struttura del complesso edilizio “Ex Seminario” con un atteggiamento culturale eprogettuale particolarmente sensibile al recupero dei vecchi edifici. L’ èdificio, avente pianta a forma di U, è realizzato con una struttura in muratura, che si sviluppa su quattro piani fuori terra di cui il piano terra è destinato a negozi ed ingressi, gli altri piani destinati a sei-vizi di carattere sociale, uffici diocesani, attività spirituali.
L’ intervento realizzato e da completare sul complesso edilizio ex Seminario, nasce dall’analisi del tessuto sociale in cui tale edificio si colloca, collegando una analisi tipologica, orientata a compren dere le modalità di variazione del tipo che ha sostenuto il suo ruolo durante un lungo periodo di tempo, con l’intento di cogliere quegli elementi invariati che ne hanno determinato la continuità caratte rizzando nel contempo un brano della città.
Si sono definite pertanto delle “aree di azione”, stabilendo dei confini che sono al tempo stesso superfici di contatto e di separa zione necessarie per consentire lo svolgimento dell’insieme di attività cercando di definire più ambienti che si integrano nella struttura globale dell’ organismo mantenendo una propria autono mia funzionale.
L’intero complesso è stato oggetto di lavori di straordinaria manutenzione che ne hanno permesso la valorizzazione architet tonica delle facciate, nonché l’adeguamento delle strutture me diante il consolidamento della varie componenti orizzontali e verticali realizzati con l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Ambientali,Architettonici Artistici e Storici per 1’Abruzzo di L’Aquila e della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Chieti, finalizzati al recupero senza alterare le caratteristiche che lo rendono architettonicamente interessante.Nei locali recentemente ristrutturati e funzionalmente adeguati, si svolgono le seguenti attività a scala diocesana:- Istituto diocesano di Scienze Religiose, istituto stabile, a scala provinciale, operante con l’approvazione della Conferenza Episcopale Italiana in cui si svolgono corsi di studio triennali di preparazione all’insegnamento della religione e degli operatori pastorali con oltre cento iscritti;- Istituto Diocesano sostentamento del Clero, ente ecclesiastico civilmente riconosciuto a mezzo del Decreto del Ministero degli Interni in virtù della Legge 222/85 c, in cui vengono svolti servizi a favore della diocesi amministrando i beni mobili e immobili;- Caritas, con interventi a sfondo sociale che svolge a tutt’ oggi il servizio di mensa cittadina e la distribuzione di indumenti ai bisognosi;- Casa sacerdotale, predisposta all’alloggio dei sacerdoti e laici;- Azione cattolica, di prossimo insediamento con locali destinati a uffici, servizio di formazione e locali.Si è creata all’interno del complesso edilizio una rete di alimenta zione comune a più impianti di distribuzione, per poter poi pci-met tere la fruizione separata ad ogni ambiente con finalità diverse. L’ impianto di illuminazione è stato realizzato conformemente alle esigenze di luminosità di ogni locale, a seconda della destinazione d’uso e della sua posizione.
L’ impianto termico è stato strutturato in maniera tale da garantire la massima flessibilità di accesso dalle varie categorie di persone che si troveranno ad usufruire dei locali, mediante la realizzazione di impianti autonomi per ogni singola utenza.Si sono realizzati pertanto piccoli impianti gestiti in modo ottima le ed indipendente dalle singole utenze; i vantaggi che si sono ottenuti sono di tipo tecnico - funzionali per la semplicità e l’esercizio diretto da parte di ogni singolo utente.Un particolare e difficile intervento è stato operato sulle volte che, oltre ad essere state consolidate mediante calottature armate e perniature, sono state accuratamente restaurate nella zona intradossale rimettendo in luce la particolare e bella tessitura dei mattoni.Le murature, incoerenti e fortemente degradate, sono state inte gralmente consolidate mediante perniature ed iniezionate con cementi fluidificati.
(ing. Carlo Taraschi)
Conunittenza: Ente Seminario (Te)
anno 1993
La volontà di erigere il Seminario si deve, verso la fine del XVI secolo, al Vescovo di Montesanto il quale, già sette anni prima, aveva iniziato un’attenta campagna di recupero e restauro delle mura della Cattedrale e della chiesa di 5. Matteo.
L’iniziativa nacque, stante le cronache del periodo, dall’esigenza di formare una più responsabile classe religiosa, in ragione di una diffusa forma di lassismo cui le nuove leve, attorno al XVI secolo, stavano andando incontro.
Peraltro, l’idea di realizzare un Seminario era già stata avanzata dal Piccolomini e dal Ricci, ma il merito di aver concretizzato con determinazione quelle che, in pratica, risultavano solo idee, si deve al Montesanto che, oltre a potenziare e riadattare il convento e la chiesa di S. Caterina, utilizzò per ampliare il complesso anche i beni dati dalle così dette “case di 5. Getulio”, un gruppo di abitazioni, abbandonate dai Padri della dottrina cristiana, annesse alla antica Cattedrale.
Chiuso nel 1630, il complesso venne riaperto nel 1674, come attesta una lapide commernorativa posta lungo la scalinata di accesso ai piani superiori.Tra alterne vicissitudini, il Seminario ebbe il suo periodo di massimo splendore nel 1850, sotto l’episcopato di Monsignor Pasquale Taccone, il quale lo elevò a grande prestigio.
Il Taccone nel 1851 riaprì il Seminario e, nell’arco di sei anni, ne potenziò in modo notevole il livello culturale, introducendovi qualificati corsi di insegnamento.
Con la morte di Monsignor Taccone, le iniziative culturali persero progressivamente di vigore, decadendo qualitativamente e produ cendo non solo la irreversibile decadenza del prestigio della istituzione ma anche, come conseguenza diretta, il declino materico dello stesso complesso edilizio, non più sottoposto alle sue costanti cure.
Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro
L’Ente Seminario ha inteso riscoprire la struttura del complesso edilizio “Ex Seminario” con un atteggiamento culturale eprogettuale particolarmente sensibile al recupero dei vecchi edifici. L’ èdificio, avente pianta a forma di U, è realizzato con una struttura in muratura, che si sviluppa su quattro piani fuori terra di cui il piano terra è destinato a negozi ed ingressi, gli altri piani destinati a sei-vizi di carattere sociale, uffici diocesani, attività spirituali.
L’ intervento realizzato e da completare sul complesso edilizio ex Seminario, nasce dall’analisi del tessuto sociale in cui tale edificio si colloca, collegando una analisi tipologica, orientata a compren dere le modalità di variazione del tipo che ha sostenuto il suo ruolo durante un lungo periodo di tempo, con l’intento di cogliere quegli elementi invariati che ne hanno determinato la continuità caratte rizzando nel contempo un brano della città.
Si sono definite pertanto delle “aree di azione”, stabilendo dei confini che sono al tempo stesso superfici di contatto e di separa zione necessarie per consentire lo svolgimento dell’insieme di attività cercando di definire più ambienti che si integrano nella struttura globale dell’ organismo mantenendo una propria autono mia funzionale.
L’intero complesso è stato oggetto di lavori di straordinaria manutenzione che ne hanno permesso la valorizzazione architet tonica delle facciate, nonché l’adeguamento delle strutture me diante il consolidamento della varie componenti orizzontali e verticali realizzati con l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Ambientali,Architettonici Artistici e Storici per 1’Abruzzo di L’Aquila e della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Chieti, finalizzati al recupero senza alterare le caratteristiche che lo rendono architettonicamente interessante.Nei locali recentemente ristrutturati e funzionalmente adeguati, si svolgono le seguenti attività a scala diocesana:- Istituto diocesano di Scienze Religiose, istituto stabile, a scala provinciale, operante con l’approvazione della Conferenza Episcopale Italiana in cui si svolgono corsi di studio triennali di preparazione all’insegnamento della religione e degli operatori pastorali con oltre cento iscritti;- Istituto Diocesano sostentamento del Clero, ente ecclesiastico civilmente riconosciuto a mezzo del Decreto del Ministero degli Interni in virtù della Legge 222/85 c, in cui vengono svolti servizi a favore della diocesi amministrando i beni mobili e immobili;- Caritas, con interventi a sfondo sociale che svolge a tutt’ oggi il servizio di mensa cittadina e la distribuzione di indumenti ai bisognosi;- Casa sacerdotale, predisposta all’alloggio dei sacerdoti e laici;- Azione cattolica, di prossimo insediamento con locali destinati a uffici, servizio di formazione e locali.Si è creata all’interno del complesso edilizio una rete di alimenta zione comune a più impianti di distribuzione, per poter poi pci-met tere la fruizione separata ad ogni ambiente con finalità diverse. L’ impianto di illuminazione è stato realizzato conformemente alle esigenze di luminosità di ogni locale, a seconda della destinazione d’uso e della sua posizione.
L’ impianto termico è stato strutturato in maniera tale da garantire la massima flessibilità di accesso dalle varie categorie di persone che si troveranno ad usufruire dei locali, mediante la realizzazione di impianti autonomi per ogni singola utenza.Si sono realizzati pertanto piccoli impianti gestiti in modo ottima le ed indipendente dalle singole utenze; i vantaggi che si sono ottenuti sono di tipo tecnico - funzionali per la semplicità e l’esercizio diretto da parte di ogni singolo utente.Un particolare e difficile intervento è stato operato sulle volte che, oltre ad essere state consolidate mediante calottature armate e perniature, sono state accuratamente restaurate nella zona intradossale rimettendo in luce la particolare e bella tessitura dei mattoni.Le murature, incoerenti e fortemente degradate, sono state inte gralmente consolidate mediante perniature ed iniezionate con cementi fluidificati.
(ing. Carlo Taraschi)
Conunittenza: Ente Seminario (Te)
anno 1993
I Nostri Restauri

