S. Maria in Herulis
Home > Restauro Edifici Storici > S. Maria in Herulis
Il nodo demico di Ripattoni sorge attorno al XII secolo, quando si comincia a consolidare il feudo di Attone Todino, assumendo prevalenti caratteri difensivi.
Le prime abitazioni, seguendo una prassi comune ai tempi, si attestarono attorno al castello baronale di Attone, il cui possedi mento, posto su una elevata ripa, denominata “Ripa Actonis”, darà il nome al complesso urbano.
L’elemento segnico caratterizzante, tutt’ oggi ben visibile è con servato ottimamente, è dato da una robusta torre di avvistamento, significante del carattere difensivo dell’insediamento. Le prime indicazioni documentali del possedimento si rinvengo no nei registri dei Re Normanni del sec. XII, con particolare riferimento agli avvenimenti del 1279.Seguendo la classica metodica del periodo, il complesso difensivo si conforma con una cinta di mura posta a protezione delle celluleabitative mentre, a breve distanza dalla torre, si attestano la chiesa di 5. Silvestro Papa e di 5. Giustino.
L’elemento interessante, in questo contesto pittosto tradizionale, è dato dalla creazione di una “ecclesia extra moenia” denominata “Santa Maria in Herulis”.Eretta anch’essa nel sec. XII, venne adibita essenzialmente ad uso dei contadini che stanziavano fuori le mura, i cosiddetti “servi della gleba” e per quanti operavano quotidianamente nei campi. La particolarità insediativa ci fa ipotizzare una struttura agraria pittosto vivace ed articolata, con un ampio sviluppo sul territorio e non rigidamente chiusa e vincolata al nodo fortificato.Di fatto, il nome della chiesa “in Herulis” sta ad indicare ti-a i “servitori” e cioè Santa Maria tra i contadini.Lo stesso apparecchio decorativo ed iconografico, piuttosto ricco, dato dagli affreschi della Madonna con gli Apostoli ed in partico lare l’immagine della Madonna con il Bambino intitolata “Santa Maria dei Campi”, richiama un fattore cultuale sentito profonda mente dalle numerose genti locali ad economia agricola.
Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro
Costruttivamente la chiesa, di piccole dimensioni, si configura su stilemi molto semplici, che si rifanno ad una architettura ecclesiale a carattere spontaneo, piuttosto frequente nell’ area del Teramano. Realizzata con materiali poveri e su terreni instabili, l’organismo risente visibilmente ditali carenze presentando profondi stati di dissesto, che traggono origine dal cedimento dei piani di fondazio ne, che poi, a loro volta, hanno interessato in forma estesa tutta la struttura con lesioni di vario livello ed entità che stanno, tra l’altro, comprornettendo gli importanti cicli di affreschiNell’ambito di una prima azione di salvaguardia, intrapresa dal parroco Don Primo Sozii, si è effettuato il preconsolidamento delle murature mediante cuci e scuci delle zone lesionate, unito ad un adeguamento funzionale del tetto con ripristini strutturali della grande armatura.
Committenza: Parrocchia di Ripattoni
anno 1993
Le prime abitazioni, seguendo una prassi comune ai tempi, si attestarono attorno al castello baronale di Attone, il cui possedi mento, posto su una elevata ripa, denominata “Ripa Actonis”, darà il nome al complesso urbano.
L’elemento segnico caratterizzante, tutt’ oggi ben visibile è con servato ottimamente, è dato da una robusta torre di avvistamento, significante del carattere difensivo dell’insediamento. Le prime indicazioni documentali del possedimento si rinvengo no nei registri dei Re Normanni del sec. XII, con particolare riferimento agli avvenimenti del 1279.Seguendo la classica metodica del periodo, il complesso difensivo si conforma con una cinta di mura posta a protezione delle celluleabitative mentre, a breve distanza dalla torre, si attestano la chiesa di 5. Silvestro Papa e di 5. Giustino.
L’elemento interessante, in questo contesto pittosto tradizionale, è dato dalla creazione di una “ecclesia extra moenia” denominata “Santa Maria in Herulis”.Eretta anch’essa nel sec. XII, venne adibita essenzialmente ad uso dei contadini che stanziavano fuori le mura, i cosiddetti “servi della gleba” e per quanti operavano quotidianamente nei campi. La particolarità insediativa ci fa ipotizzare una struttura agraria pittosto vivace ed articolata, con un ampio sviluppo sul territorio e non rigidamente chiusa e vincolata al nodo fortificato.Di fatto, il nome della chiesa “in Herulis” sta ad indicare ti-a i “servitori” e cioè Santa Maria tra i contadini.Lo stesso apparecchio decorativo ed iconografico, piuttosto ricco, dato dagli affreschi della Madonna con gli Apostoli ed in partico lare l’immagine della Madonna con il Bambino intitolata “Santa Maria dei Campi”, richiama un fattore cultuale sentito profonda mente dalle numerose genti locali ad economia agricola.
Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro
Costruttivamente la chiesa, di piccole dimensioni, si configura su stilemi molto semplici, che si rifanno ad una architettura ecclesiale a carattere spontaneo, piuttosto frequente nell’ area del Teramano. Realizzata con materiali poveri e su terreni instabili, l’organismo risente visibilmente ditali carenze presentando profondi stati di dissesto, che traggono origine dal cedimento dei piani di fondazio ne, che poi, a loro volta, hanno interessato in forma estesa tutta la struttura con lesioni di vario livello ed entità che stanno, tra l’altro, comprornettendo gli importanti cicli di affreschiNell’ambito di una prima azione di salvaguardia, intrapresa dal parroco Don Primo Sozii, si è effettuato il preconsolidamento delle murature mediante cuci e scuci delle zone lesionate, unito ad un adeguamento funzionale del tetto con ripristini strutturali della grande armatura.
Committenza: Parrocchia di Ripattoni
anno 1993
I Nostri Restauri

