Casa quattrocentesca
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L'organismo palazziato, a carattere abitativo, si innesta sui resti della cinta muraria difensiva di Tossicia, di cui conserva ampi elementi caratterizzanti.Risalente al XV sec., il complesso denota diverse modificazioni dell’originario impianto distributivo, pur mantenendo ben conser vata la struttura configurativa generale, ravvisabile essenzialmente nello scalone di accesso al primo piano e nel monumentale androne di ingresso. Si distingue il particolare carattere del loggiato a tre fornici, che risulta una soluzione atipica e di notevole interesse formale nel contesto degli edifici palazziati del Teramano.Il palazzetto si addossa intimamente, con la facciata posteriore, alla scarpatura basamentaJe del muro di cinta difensivo in cui, in periodi temporalmente diversificati, si sono aperte le porte di accesso ai bassi e le finestre di illuminazione ai locali abitativi del piano superiore.La facciata principale si sviluppa, invece, in modo autonomo ed originale affacciandosi sulla piazza principale ove sorge la piccola e bella chiesa di S. Antonio. Orchestrata su due livelli, essa appare caratterizzata da un bel portale in pietra locale, con arco a pieno centro, impreziosito da capitelli a listelli. Un armonioso loggiato, a tre archeggiature a pieno centro impostate su capitelli di tipo Borgognone, con colonnette cilindriche in pietra, ne completano la partitura.Le finestre, di foggia cinquecentesca, con cornicioni lineari e stipiti in pietra, appaiono come un innesto più tardo.Di particolare interesse risultano le belle volte a crociera dei fondaci, che presentano una tra le migliori tecniche costruttive dei sistemi voltati Teramani.
Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro
Il complesso abitativo versava in uno stato di degrado dovuto al lungo abbandono funzionale. Risultavano compromessi i tetti e la consistenza muraria delle pareti perimetrali. La distribuzione interna appariva fortemente caotica, a causa di divisioni anomale. L’intervento di restauro è iniziato dai tetti, di cui si è rifatta la grande armatura in legno utilizzando essenze simili alle originarie e riapponendo la copertura a coppi tradizionali. Nelle pareti perimetrali si operava il consolidamento strutturale, tramite cuci e scuci delle zone lesionate ed iniezionature delle zone decoese. Le cortine, a mattoni a vista, venivano lavate e stilate nei giunti, mentre gli elementi lapidei del poi-tale, del loggiato e delle finestre venivano ripuliti dalla crosta nera mediante impacchi e lavaggi. La distribuzione interna veniva ridefinita seguendo, per quanto possibile, l’originaria tessitura degli ambienti, pur ricondizionandoli, in parte, alle attuali esigenze funzionali.
Committenza privata
anno 1994
Lo stato di dissesto e gli interventi di restauro
Il complesso abitativo versava in uno stato di degrado dovuto al lungo abbandono funzionale. Risultavano compromessi i tetti e la consistenza muraria delle pareti perimetrali. La distribuzione interna appariva fortemente caotica, a causa di divisioni anomale. L’intervento di restauro è iniziato dai tetti, di cui si è rifatta la grande armatura in legno utilizzando essenze simili alle originarie e riapponendo la copertura a coppi tradizionali. Nelle pareti perimetrali si operava il consolidamento strutturale, tramite cuci e scuci delle zone lesionate ed iniezionature delle zone decoese. Le cortine, a mattoni a vista, venivano lavate e stilate nei giunti, mentre gli elementi lapidei del poi-tale, del loggiato e delle finestre venivano ripuliti dalla crosta nera mediante impacchi e lavaggi. La distribuzione interna veniva ridefinita seguendo, per quanto possibile, l’originaria tessitura degli ambienti, pur ricondizionandoli, in parte, alle attuali esigenze funzionali.
Committenza privata
anno 1994
I Nostri Restauri

