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Duomo di Teramo

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Gli interventi di restauro della Cattedrale di Teramo sono stati caratterizzati da una serie di singoli interventi che si sono succeduti nel tempo. La scelta obbligata del frazionamento degli interventi ha generato dei problemi di organizzazione in sede di esecuzione dei lavori, obbligandoci ad operare con una elevata elasticità sia in termini di tipologia di interventi, sia in termini di gestione delle risorse interne.

Il progetto complesso ed articolato, oltre a rispondere alle esigenze della Committenza ed alle soluzioni individuate dai progettisti, è stato costantemente monitorato sia dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio dell’Abruzzo, sia dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, sia dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e demo-etno-antropologico per l'Abruzzo.

La presenza di tanti operatori distinti e qualificati, ha dato vita ad un contesto di monitoraggio continuo rendendo di fatto necessaria una presenza costante della direzione tecnica aziendale ed di professionalità altamente qualificata. Gli sforzi sono stati ingenti. Il corpus degli interventi costituito in origine da opere di consolidamento delle strutture portanti e delle coperture, si è ampliato mirando ad un attento restauro delle superfici decorate permettendo di fatto, di poter nuovamente fruire dei colori originali.

Il restauro delle decorazioni e delle superfici lapidee è stato eseguito da maestranze altamente qualificate applicando soluzioni tecnologiche all’avanguardia e, soprattutto, reversibili. Operare in un contesto che, come pochi nella nostra regione, riassume il percorso architettonico-artistico dell’Abruzzo, ha comportato l’utilizzo di procedure di intervento atipiche, richiedendo una presenza costante e verificando in contraddittorio con tutte le parti quale soluzione adottare prima di ogni singolo intervento.

L’impresa nel corso degli anni si è fortemente appassionata al progetto, passando da mero esecutore a vero e proprio partner tecnico in grado di consigliare soluzioni atte a garantire il rispetto dell’idea progettuale, applicando metodologie e prodotti alternativi. I lavori di restauro della Cattedrale susseguitisi per più anni sono stati caratterizzati da interventi eterogenei, molto complessi e rischiosi, in un contesto ambientale articolato che, di fatto, ha limitato le soluzioni operative applicabili. L’insieme delle condizioni suddette ha richiesto di predisporre le migliori soluzioni tecniche in grado di garantire da un lato la salvaguardia dell’incolumità fisica delle professionalità dedicate al cantiere, dall’altro il completo recupero della Cattedrale.

Il restauro è stato completato senza registrare incidenti in sede di esecuzione dei lavori.
I primi interventi sulle decorazioni miravano alla salvaguardia ed alla conservazione della Cappella di San Berardo. Le modalità di intervento, in accordo con la Soprintendenza, hanno permesso di salvare dal degrado la Cappella nella sua complessità. Oltre al restauro ed al consolidamento delle decorazioni, si è intervenuto anche sul consolidamento delle murature.
Discorso diverso per il restauro e la pulitura delle superfici lapidee. Negli anni i depositi superficiali coerenti e le incrostazioni si sono stratificati impedendo la lettura della pietra e snaturando i colori originali e l’effetto cercato dal progettista. Un lungo e delicato intervento di pulitura eseguito da restauratori qualificati, caratterizzato dall’applicazione manuale di prodotti all’avanguardia ed in grado di non aggredire la pietra.

La necessità di installare un impianto di riscaldamento che generasse un beneficio per i fruitori della Cattedrale, è stato di fatto risolto utilizzando un impianto a pavimento di ultima generazione. Esecutivamente questa scelta ha comportato la rimozione del vecchio pavimento ed un intervento di scavo. In questa sede, si è ritenuto di dover approfondire le conoscenze sulla stratigrafia della Cattedrale, ed è stata avviata una lunga e complessa campagna di scavo che ha riportato alla luce una serie di reperti che in gran parte hanno confermato e validato molti documenti storici.
Sono così tornate alla luce alcune tombe minori, la tomba con i resti di un Vescovo ed un ambiente riccamente decorato del quale si era persa la memoria, probabilmente la vecchia Cappella di San Berardo, dove in passato erano conservate le spoglie del Santo.
Nel caso di specie sono state individuate delle soluzioni in grado di permettere la fruibilità dei ritrovamenti. Interessante la scelta del nuovo pavimento. Il vecchio pavimento in gres era quasi certamente diverso dal pavimento originale. Si è così deciso di optare per una soluzione alternativa. Elegante e congruente con la pietra presente all’interno della Cattedrale. La posa in opera di tagli non comuni ha comportato di fatto l’utilizzo di procedure non comuni caratterizzate da elevata professionalità.
Le aspettative in termini di qualità sono state ampiamente attese garantendo il migliore restauro possibile.