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Museo Stibbert di Firenze

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MUSEO STIBBERT
FIRENZE (FI) – TOSCANA

Storia
Il Museo Stibbert nasce grazie a Frederick Stibbert, inglese di madre toscana, che fece della villa di famiglia, Villa Montughi, il suo museo creando così uno dei più preziosi esempi di eclettismo ottocentesco.
Il progetto della Limonaia, sede del museo, vanta la firma dell'architetto Giuseppe Poggi  e risale al 1860. In questa realizzazione Poggi mantiene un tono più dimesso in confronto ad altre sue ben più monumentali progettazioni senza comunque mai scadere nell'eleganza delle scelte.
Una semplicissima iconografia è la base di un'architettura essenziale e imponente: la facciata aperta da tre grandi vani vetrati a grandi quadri, con il centrale utilizzato come ingresso, è incorniciata e ritmata da sei lesene coronate da capitelli ionici e un fregio corrente, il tutto secondo un gusto lineare ed elegante. La parte superiore, composta da un architrave, mensola, frontone e acroteri a forma di leone, completa la rievocazione del tempio antico. Al centro del frontone, in alto, domina lo stemma della famiglia Stibbert.
L'interno dell'edificio principale conserva ancora molti decorativi rilievi in stucco alle pareti, opera dell'architetto e scultore Pasquale Poccianti e il selciato al centro ospita una vasca. In questa parte dell'edificio si trova anche una scultura in gesso rappresentante un nudo femminile neoclassico nelle cui mani sembrano fiorire gemme, forse un'allegoria della primavera. Le pareti interne sono colorate con una tinta a calce rosa.
Alla fine del 1860 i lavori erano praticamente terminati con l'acquisto di piante per serre. Tra le varie maestranze che operarono per lo stanzone delle piante e per i tepidari di levante e ponente si trovano lo stuccatore Vincenzo Buffi, che realizzerà le paraste e i capitelli, il maestro muratore  Francesco Boccini, artefice della struttura, Gaetano Bonaiuti vetraio, Michele Manoelli scalpellino e Leopoldo Balestrieri per la decorazione dell'interno, “color pietra serena con sue macchie” per le paraste e il fregio e “un color calcina” per le campiture esterne.
Addossate al nucleo centrale rappresentato dallo “stanzone degli agrumi”, sia sulla parte destra che sinistra, si trovano altre due costruzioni minori, le serre, ancora abbellite da fontane scenografiche composte da porzioni di parete mosaicate a piccole pietre colorate e vasche decorate con incrostazioni di spugne.
Sulla destra dell'edificio, ovvero a monte, si trova un alto muro sormontato da due sfingi in terracotta, opera probabilmente dello stesso scultore che ha lavorato per il tempietto egizio.
Il complesso limonaia – serre, prima dell'intervento di restauro, non risultava essere mai stato oggetto di operazioni di manutenzione e la condizione in cui versava denunciava pienamente il totale stato di abbandono. La struttura portante del tetto, come il controsoffitto in canniccio e le strutture murarie con le decorazioni dello stanzone degli agrumi, risultavano gravemente danneggiate dalle infiltrazioni d'acqua; le grandi vetrate in legno erano prossime al crollo.
La struttura vetrata, o similare, che si suppone coprisse le due serre laterali non esisteva più, mentre l'incuria aveva permesso la crescita indiscriminata di ogni tipo di pianta intorno al corpo principale e sul piano stesso delle serre. Il locale dello stanzone degli agrumi era usato come deposito e transennato per pericolo di crolli che già si erano verificati con la caduta di parte del soffitto.

Intervento
Il progetto è stato finalizzato al restauro di un'opera di alto valore storico e artistico, conferendo al complesso Museo Stibbert la connotazione di moderno museo con opere di adeguamento atte ad ospitare i necessari servizi aggiuntivi e di ristorazione senza compromettere l'immagine della originaria limonaia.
Per poter realizzare il progetto si sono rese necessarie due operazioni fra loro complementari:
la prima è consistita in un puntuale restauro delle strutture e decorazioni dello stanzone degli agrumi e delle serre laterali e in un risanamento di tutte le murature con inserimento di nuove strutture; la seconda ha richiesto la costruzione di nuovi locali articolati dietro e a fianco dell'esistente per accogliere quelle funzioni che non potevano essere inserite nella parte originale del complesso, ma che erano necessarie per il corretto funzionamento della struttura.
I lavori di restauro dello stanzone degli agrumi e delle due serre laterali, destinati alla consumazione del cibo, hanno comportato il recupero delle tipologie presenti, il restauro dell'apparato decorativo e degli stucchi alle pareti, il recupero delle tinte originali degli intonaci, delle fontane e dei mosaici posti agli angoli delle serre. All'esterno, la facciata è stata completamente restaurata con la sostituzione delle ampie finestrature, ormai fatiscenti, e l'intervento sulle decorazioni, sui fregi, sulle statue e sugli stemmi.
E' stata totalmente sostituita la struttura lignea fatiscente della copertura con una struttura principale a travatura metallica antisismica che ospita le canalizzazioni degli impianti elettrici e meccanici relativi all'illuminazione e al condizionamento dell'aria.
Lo spazio delle serre laterali è stato recuperato con la costruzione di una copertura vetrata, studiata per rendere confortevole la permanenza degli utenti nei locali, con vetri a bassa conduzione termica, protetti dai raggi solari con tende scorrevoli esterne. Anche ai tempi dello Stibbert esisteva una tenda sulla serra di destra che veniva manovrata con un meccanismo a catena dall'interno dello stanzone.
Le vetrate del Poggi dello stanzone degli agrumi erano di legno ormai ammalorato ed erano collassate sui cardini tanto da poggiare in terra o sui davanzali e da rappresentare un pericolo; per non perdere l'aspetto originario le nuove vetrate sono state ricostruite con lo stesso disegno e la stessa partitura, intelaiate in strutture bronzee assai simili alla originaria cromia degli infissi lignei, ma in grado di garantire una maggiore affidabilità in sicurezza e durata nel tempo. Il risultato è stato eccezionale anche per la realizzazione di cardini speciali che hanno reso agevole l'apertura delle pesanti ante della vetrata centrale.
Per le serre è stata studiata una copertura a “L”, con la parte superiore leggermente inclinata, tutta a vetri. La “specchiatura” della serra è stata divisa in otto facciate, intervallate da nove montanti in profilati scatolari di acciaio Foster, carterati esternamente con profili in ottone, con un solo collegamento trasversale nella zona di passaggio dal piano orizzontale a quello verticale così da ottenere una superficie vetrata continua in verticale.
Per rendere “pulita” la struttura, le gronde sono state nascoste nel profilo della zona di passaggio dal piano orizzontale a quello verticale e quindi invisibili, mentre il canale di scarico verticale è stato inserito all'interno del montante scatolare d'angolo.
I vetri rispondono ai requisiti di sicurezza ma anche ai requisiti d'isolamento richiesti dal progettista degli impianti di climatizzazione per ottenere una condizione interna ottimale.
L'illuminazione interna delle serre è stata studiata per evitare sia il riflesso della luce sui vetri, sia l'accecamento di chi volesse guardare fuori verso l'alto, per ammirare la volta celeste. Infatti sono state calate dai montanti a forma scatolare delle lampade a cilindro, con la lampada leggermente incassata per non avere luce diffusa ma concentrata.
Solo nel salone degli agrumi per l'illuminazione sono stati usati corpi illuminanti ad appliques classici per far risaltare l'importanza delle decorazioni e degli stucchi presenti sulle pareti. Una corona di faretti posta nel soffitto serve a illuminare il nudo femminile neoclassico, pregevole allegoria della primavera.
Gli impianti meccanici, solitamente molto invasivi, sono stati posti sopra i tetti dei nuovi locali costruiti dietro la limonaia, invisibili perciò al pubblico e i canali interni sono stati incorporati nei controsoffitti, mentre i gruppi frigorifero, rumorosi, sono stati posizionati all'esterno vicino ai locali tecnici adiacenti alle scuderie.
Un'altra importante fase è stata il recupero delle decorazioni parietali, degli stucchi e delle fontane presenti nei locali storici.
Lo stanzone degli agrumi ha le pareti dipinte con motivo geometrico e, nella parte superiore, una serie di stucchi di varia grandezza che, come quelli della serra, erano ricoperti di uno strato di polvere nera che ne oscurava il modellato e ne cambiava la visione.
Il restauro e recupero delle fontane, delle decorazioni e degli stucchi è stato il coronamento del lavoro anche sul versante estetico in considerazione della destinazione dell'area a ristorazione e quindi allo stazionamento di turisti e fruitori. Così oltre al restauro degli stucchi l'intervento ha permesso il recupero delle cromie delle pareti e riproposto, dove mancava, il motivo geometrico con l'originario colore rosso pompeiano.