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Università di Modena e Reggio Emilia

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PADIGLIONE BESTA

COMUNE DI REGGIO-EMILIA (RE) – EMILIA ROMAGNA

Cenni Storici
Il Padiglione “Carlo Besta” nacque nel 1934 per opera dell’Ing. Artoni che vinse il concorso riservato agli architetti e ingegneri della Provincia di Reggio Emilia per un progetto di un “Pensionato per ammalati paganti”. I lavori per la costruzione del Padiglione furono velocissimi e il 1 maggio del 1936 i lavori erano definitivamente conclusi.
Le camere di degenza e i locali comuni erano stati posizionati verso sud così da poter sfruttare al meglio la luce del sole, mentre il secondo piano fu destinato alle camere d’isolamento; le scale ed il corridoio vennero posti a nord mentre servizi igienici a ovest.
L’edificio fu costruito secondo i gusti dell’epoca con uno stile semplice e razionale articolato in una successione di corpi di fabbrica a volumi sfalsati in altezza e in pianta e senza alcuna ricerca di magniloquenza decorativa o di impianti celebrativi e monumentali; anche le decorazioni e le finiture derivavano da una produzione industriale standardizzata.
Dalla chiusura del cantiere solo poche modifiche sono state apportate al Padiglione da successivi lavori; solo negli anni 80 furono inseriti un ascensore e una rampa esterna e, successivamente, dato lo stato di abbandono e degrado, furono murate le finestre e gli accessi al piano rialzato.
La ristrutturazione ha avuto come obiettivo quello di destinare il Padiglione dell’ex – Ospedale Psichiatrico “San Lazzaro” a Sede dell’Università di Agraria.

Intervento
L’Ateneo Universitario di Modena e Reggio ha voluto il recupero del Padiglione “Carlo Besta” per destinarlo ad uso universitario e adattarlo alle esigenze delle diverse funzioni didattiche, di studio e amministrative proprie della Facoltà di Agraria.
Nella realizzazione dei lavori si è cercato il più possibile di lasciare inalterata la struttura interna dell’edificio, salvaguardando le strutture architettoniche originarie ancora esistenti e recuperando il rapporto fra l’interno dell’edificio e l’ area esterna oggi in completo abbandono.
Al piano seminterrato sono state collocate solo funzioni impiantistiche e i locali tecnici di smistamento degli impianti del teleriscaldamento e di quadri elettrici.
Il piano rialzato è stato dedicato alle funzioni didattiche normali con l’individuazione di tre aule di insegnamento, della biblioteca, di sei studi per docenti e due per dottorandi, unitamente alla portineria, al punto-ristoro, agli ingressi, alle uscite, ai ripostigli e ai servizi.
La nuova organizzazione spaziale ha consentito di rispettare le caratteristiche distributive e strutturali originarie dell’edificio.
Al primo piano sono state collocate altre funzioni didattiche individuate in due aule e una sala riunioni, in sette studi per docenti e negli uffici di facoltà e dipartimento.
Originariamente il primo piano era destinato a camere di degenza separate con pareti divisorie non portanti; le nuove destinazioni d’uso hanno richiesto una ridistribuzione dei setti di separazione in funzione delle esigenze didattiche e funzionali che si dovevano soddisfare.
Per la messa a norma ai fini della prevenzione incendi si sono dovute apportare modifiche agli aspetti architettonici perché, oltre alla realizzazione dell'impianto antincendio, è stato necessario risolvere le problematiche connesse all’insufficienza dei collegamenti verticali che non risultavano adeguati per l'affollamento previsto. La sola scala esistente infatti non poteva soddisfare adeguatamente gli indici di affollamento previsti quindi è stata inserita una seconda scala costruita nel rispetto della piena reversibilità e realizzata con strutture in metallo facilmente removibili.
Il secondo intervento ha visto il sezionamento dei corridoi per costituire ambiti di connessione fra le scale, le uscite ai piani e l'esterno completamente protetti; le compartimentazioni sono state attuate mettendo in opera vetrate REI in modo da non compromettere visivamente l'originario andamento dei corridoi. Anche nella sostituzione di diverse porte con chiusure REI si è avuta l’accortezza di conservare le dimensioni e le caratteristiche decorative delle porte originarie.
Lo stato di abbandono in cui versava l’edificio non ha consentito il recupero degli impianti, totalmente fuori uso e non a norma, quindi l’impianto elettrico e di illuminazione interna, come anche quello idrico e di riscaldamento, sono stati completamente riprogettati.
Poiché l’intervento si prefiggeva non solo l’adeguamento alla nuova funzione universitaria, ma anche il restauro degli aspetti architettonici e decorativi, si è provveduto all'eliminazione di alcune superfetazioni tra cui la rampa di accesso sulla scalinata esterna e il vano ascensore interno ricavato dalla modifica di tre stanze soprapposte che è stato possibile ripristinare nello stato originale.
Una particolare attenzione è stata dedicata al restauro degli originali paramenti marmorei e ancora riscontrabili nel pavimento dell'atrio d'ingresso, nelle scalinate esterne, nei davanzali e nei riquadri delle finestre e nei bancali interni di copertura dei corpi scaldanti.
Al piano interrato, per ragioni di percorribilità e igienicità, è stato abbassato il pavimento in terra battuta in modo da ottenere un'altezza utile e di sostituirlo con una nuova pavimentazione.
Per quanto riguarda l’esterno le parti ghiaiate del lotto sono state rifatte ed è stata sistemata la zona verde intervenendo sul notevole patrimonio arboreo presente; è stata ripristinata l'aiuola circolare fronteggiante il lato sud del padiglione, nonché i cancelli d'entrata, coi relativi piloni di sostegno. In considerazione della nuova destinazione d’uso sono stati introdotti i necessari spazi per il parcheggio.