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Cattedrale di Atri

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CHIESA CONCATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

ATRI (TE) – ABRUZZO

Storia
Per le sue caratteristiche storiche, culturali ed architettoniche, la Cattedrale di Atri è ritenuta uno dei monumenti più interessanti dell'Italia centro meridionale.
È molto complesso risalire alle origini del monumento, ma un documento di Ottone I del 985 attesta l'esistenza di una “ecclesia de Atria” che sembra fosse ubicata sulle rovine delle terme romane.
Nella seconda metà dell'anno Mille un'altra chiesa venne costruita sulle rovine della precedente e dell'edificio oggi possiamo trovare testimonianza solo in alcune piccole finestrelle romaniche e in un portale in classico stile romanico posti nella fiancata della navata sinistra. Dalla Bolla di Innocenzo II apprendiamo che questa chiesa veniva chiamata Sancta Maria de Atria e che era soggetta al Vescovo di Penne.
E' documentata inoltre la consacrazione della chiesa e di nove altari, il primo ottobre del 1223, alla presenza di numerosi prelati abruzzesi. Nel 1251 la chiesa fu elevata a Cattedrale grazie al volere del Vescovo di Albano Pietro Capocci che, successivamente, nel 1252, unì sotto un unico vescovo le diocesi di Atri e Penne.
Fu questo il momento iniziale della storia architettonica di Santa Maria come Cattedrale: infatti i canonici iniziarono subito le prime opere di ristrutturazione e consolidamento della struttura che terminarono nel 1305.
Nel corso degli anni molti altri interventi arricchirono l'apparato decorativo della Cattedrale; tra le svariate e pregevoli opere risalta l'opera del De Litio che, intorno al 1480 affresca l'interno della chiesa con un ciclo di dipinti che costituisce una delle massime espressioni pittoriche rinascimentali in Abruzzo. Nel 1502 il maestro lombardo, Antonio da Lodi, completò il campanile costruendo la struttura ottagonale e la cuspide piramidale e nel 1503 furono realizzati, dal maestro comacino Paolo De Garvis, pregiati lavori scolpiti in pietra locale.
Nel 1824, finanziate e volute dal Vescovo Mons. Domenico Ricciardone, furono costruite le piccole volte nella navata centrale e nel 1899 la Cattedrale fu dichiarata Monumento Nazionale.
Nel 1954 furono intrapresi imponenti lavori di restauro che durarono per ben dieci anni. Furono demoliti il Coro interno e la Sagrestia per dare maggiore visibilità alla facciata posteriore come pure un altare dedicato all'Assunta per riaprire dei finestroni “riaffiorati” dopo la demolizione; si procedette all'abbassamento della zona presbiteriale e delle due zone laterali, in corrispondenza del secondo pilastro e si scoprirono i resti delle antiche terme romane, con vasca esagonale e mosaici. Si trovarono anche un grande arco absidale nella navata centrale e due absidi nella navata di sinistra, testimonianza dell'antica Sancta Maria de Atri. Per lasciare a vista i reperti, fu realizzato, nell'area presbiteriale, un nuovo solaio metallico sopraelevato in modo da consentire la visibilità dei ritrovamenti e vennero apportate svariate modifiche come la chiusura della cappella del SS.mo Sacramento, in quanto non più accessibile, per posizionare così l'altare in pietra dei Corvi. Venne infine eliminato l'organo antico e il Baldacchino che, essendo situato sull'altare maggiore, copriva gli affreschi del coro.
Per ciò che concerne la parte esterna fu costruita l'ala nord del Chiostro superiore.
Il 12 settembre 1964 la cattedrale fu elevata da Paolo VI alla dignità di Basilica Minore e subito dopo finalmente riaperta al culto.

Intervento
Con il restauro della Concattredale Atri si è completato uno dei più importanti cicli di restauro, studio e riqualificazione delle Cattedrali della Diocesi di Teramo-Atri.
La Curia di Teramo ha individuato in Edilcostruzioni Group un partner tecnico qualificato in grado di eseguire le delicate opere di restauro “ritrovando e rimettendo in evidenza il testo originale dell'opera, eliminando alterazioni e sovrapposizioni  di ogni genere fino a consentire di quel testo una lettura  chiara e storicamente esatta” (C. Brandi).
È dall'applicazione di questo principio teorico che si ottiene il pregevole risultato del restauro della cattedrale Atriana. Gli effetti caratterizzanti l' intervento sono da un lato la migliore fruibilità degli aspetti storico-artistici del Monumento e, dall'altro, una nuova e più completa lettura del sito archeologico.
Il restauro della Basilica di Santa Maria Assunta è stato caratterizzato dalle notevoli complicazioni sorte in sede di scavo che hanno richiesto all'azienda continui adeguamenti alle mutate esigenze del cantiere  predisponendo in tempo reale il supporto tecnico necessario per l'esecuzione di un'ampia ed approfondita campagna di indagini archeologiche premiata dalla riscoperta di numerose e preziose testimonianze delle precedenti edificazioni.
Le attività di coordinamento dei numerosi specialisti che si sono succeduti durante tutto l'iter dei lavori, hanno richiesto un'elevata attenzione sia in fase di selezione degli specialisti sia, soprattutto, in sede di esecuzione con una puntuale campagna di monitoraggio in corso d'opera.
La sostituzione del vecchio solaio sovrastante i mosaici dell'area presbiteriale ha obbligato l'azienda a misurarsi con problematiche esecutive molto complesse soprattutto in sede progettuale e poi nella movimentazione dei profili in acciaio e delle lastre cristallo di notevoli dimensioni. La precisione certosina richiesta in sede di posa ha messo a dura prova i tecnici dell'azienda per la ricerca delle migliori soluzioni tecniche da adottare dopo una approfondita ricerca atta ad individuare la migliore opzione possibile. L'accesso alle coperture ha permesso di pianificare e realizzare un intervento di reintegro dei coppi e di pulizia ed alleggerimento delle volte. Particolare attenzione e cura sono state dedicate alla posa dei pavimenti ispirate alla disposizione della pavimentazione presente nell'ambulacro della corte interna del chiostro del Museo Capitolare.
La nuova pavimentazione, oggetto di ampio studio preliminare sia in sede di progettazione che in sede di pre-posa ha richiesto un'accurata analisi della soluzione da adottare per ottimizzare l'intervento ed evitare sgradevoli tagli e reseghe.
Il risultato finale premia l'impegno profuso dai progettisti e dalle maestranze che in più occasioni hanno dato sfoggio di altissima professionalità artigiana.
Gli interventi, realizzati all'interno di un ambiente riccamente arredato e decorato, sono stati eseguiti con un'attenzione particolare per la salvaguardia del costruito che ha reso necessario un difficile e complesso stoccaggio delle opere mobili e la messa in sicurezza dei preziosi cicli pittorici presenti nella Basilica realizzati dal De Litio.
A completamento dell'intervento di restauro del complesso monumentale la Edilcostruzioni  sta ora operando sulla contigua Chiesa di Santa Reparata.
I riconoscimenti elargiti alla Edilcostruzioni per il restauro della Cattedrale di Atri testimoniano la professionalità e la competenza dell'Azienda che ha consentito la restituzione al culto del Monumento garantendone la fruibilità alle future generazioni nell'ambito della tutela di una delle più importanti espressioni dell'architettura del ricchissimo patrimonio storico-artistico italiano.