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Chiesa di San Giovanni

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CHIESA DI SAN GIOVANNI 

TERAMO (TE) – ABRUZZO

Storia
In via Stazio, in pieno centro storico, nascosta tra i palazzi, si trova la Chiesa di San Giovanni, oggi sconsacrata. Probabilmente la sua origine risale al XII sec. ma notizie certe si hanno solo nel 1400 quando divenne proprietà delle Benedettine che ingrandirono la chiesa e costruirono il loro convento di cui oggi purtroppo non rimane traccia.
San Giovanni, dopo un momento molto fiorente, cadde in rovina dopo l’abbandono delle suore, costrette nel 1652 a lasciare la chiesa a causa della soppressione dell’ordine monastico.
La facciata è stata rimaneggiata nel 1700 ed è contraddistinta, come consuetudine dei benedettini, da due navate asimmetriche. Non si può poi rimanere indifferenti alla vista del portone della Chiesa che, seppur semplice, si contraddistingue per la sua eleganza e per l’Agnus Dei che lo sormonta.
All’interno l’edificio è custode di alcune preziose opere d’arte come una pala d’altare maiolicata con la Madonna di Loreto e Santi (1647) di Francesco Grue, un altare seicentesco con il dipinto di San Michele incorniciato da formelle in ceramica ed una scultura lignea policroma del XIII secolo, raffigurante Sant'Anna con in grembo Maria bambina, proveniente dalla distrutta Abbazia di San Salvatore.

Intervento
L’intervento di restauro, finalizzato al recupero e alla restituzione alla comunità dell’edificio religioso, si è articolato in numerose lavorazioni che hanno interessato gli aspetti statici dell’edificio e le opere di finitura interne.
Oltre ad un intervento di revisione e impermeabilizzazione delle coperture, con relativa sostituzione delle lattonerie in rame, si è provveduto al restauro del cornicione esterno. 
Inoltre, al fine di migliorare il comportamento  strutturale dell’edificio religioso, è stato necessario intervenire con opere di sottofondazione e con il consolidamento di alcuni solai lignei.
Particolare attenzione è stata necessaria per il restauro dell’apparato decorativo esterno e specialmente degli elementi lapidei di facciata mediante il consolidamento delle zone decoesionate, la pulitura dei depositi superficiali e di croste nere e scialbi, la rimozione di vecchie stuccature, la ricostruzione  e la stuccatura delle lacune curando poi l’accompagnamento cromatico e applicando poi un protettivo finale.