Palazzo Guazzi
PALAZZO GUAZZI
CASTIGLIONE DI CERVIA (RA) – EMILIA ROMAGNA
Storia
La storia della città di Cervia è strettamente legata alle sue saline; pare infatti che quest'ultime fossero già attive nel periodo etrusco per essere ulteriormente sviluppate nel periodo romano. Probabilmente gli addetti alle saline vivevano in abitati di carattere stagionale mentre è certo che per tutta l'età romana l'insediamento mantenne l'originario nome greco di Ficocle per prendere il nome di Cervia dopo la distruzione perpetrata nel 709 dall'esarca Teodoro; secondo altri studiosi il cambiamento del toponimo è da datare tra il X e l'XI secolo.
La tradizione vuole che il nome della città derivi dall'incontro in una pineta del Vescovo di Lodi con un cervo: l'animale, riconoscendolo come rappresentante di Dio, gli si inginocchiò davanti in segno di devozione. Per ricordare lo straordinario evento e per l'abbondanza di questi animali nelle pinete limitrofe, lo stemma della città rappresenta un cervo dorato inginocchiato su un terreno verde.
Nel XV secolo Cervia appare come una città ben fortificata e circondata dalle saline, con tre ingressi collegati alla terra ferma, un Palazzo Priorale, sette chiese e una rocca difensiva.
Tale posizione geografica, se da un lato la rendeva difendibile, non garantiva però agli abitanti una salubre condizione ambientale ed igienica perché i canali delle saline erano salmastri, l'acqua potabile scarsa e era notevole la diffusione della malaria per la presenza delle zanzare. La crisi del sec. XVII colpì duramente l'abitato e ridusse gli abitanti a poche centinaia.
Per tali ragioni nel 1630 Papa Innocenzo XII ordinò di trasferire la città vicino alla costa, pianificando il numero di case da ricostruire, la posizione della Cattedrale, del Palazzo Vescovile e delle carceri.
In questo contesto viene edificato Palazzo Guazzi, edificio di notevole importanza storico artistica, che, tuttavia, per l'incuria e l'abbandono, giaceva in un inaccettabile stato di degrado.
Intervento
Vista la precarietà statica e la pessima conservazione del complesso architettonico, i lavori di restauro hanno richiesto urgenti interventi di consolidamento strutturale e di messa in sicurezza.
I lavori hanno interessato prioritariamente il corpo principale per la necessità di limitare il degrado continuamente aggravato dalle infiltrazioni meteoriche; inoltre l'autonomia del corpo di fabbrica ha consentito di considerarlo come porzione autonoma e di procedere quindi senza interrompere le attività in atto nelle zone limitrofe.
I criteri di intervento adottati sono stati quelli di riportare l'immobile nelle sua forma originaria procedendo prima al consolidamento strutturale e poi alla rimozione delle superfetazioni.
Dopo aver stabilizzato i solai del primo piano e del sottotetto, sono stati demoliti i setti murari del piano terra e del primo piano che dividevano il palazzo in due porzioni come pure la seconda scala, che disimpegnava l'altra porzione dell'immobile, e quella principale di collegamento al sottotetto.
La copertura è stata sostituita da un tetto ventilato che ha consentito il recupero e il riuso dei locali sottostanti, mentre particolare attenzione è stata dedicata al consolidamento degli orizzontamenti adottando specifici accorgimenti per salvaguardare i sottostanti controsoffitti decorati creando al di sopra dei solai una sequenza di travi a doppia T a cui agganciare le sottostanti travi di legno. Con un'analoga procedura sono stati ancorati i cornicioni al solaio inclinato con tiranti ammorsati al muro e al cordolo perimetrale.
L'intervento sulle facciate ha comportato la riapertura delle finestre chiuse e la sostituzione degli infissi oltre alla realizzazione delle cornici e delle fasce marcapiano e al rifacimento dell'intonaco con malta a calce e rifinitura cromatica.
I Nostri Restauri

