Riqualificazione Centro Storico Cerreto
RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO
COMUNE DI CERRETO DI SPOLETO (PG) – UMBRIA
Storia
Il nome Cerreto sembra derivare dai boschi di querce tipici dell'area il cui simbolo è riportato anche nello stemma comunale.
La città sorge sul colle di San Sebastiano in uno splendido scenario naturale, immersa nel verde e in una posizione strategica tra le due Valli del Nera e del Vigi; le sue origini sono attribuite alla romanizzazione del territorio da parte delle legioni del console M. Curio Dentano nel 290 a. C. anche se la leggenda fa risalire la fondazione dell'abitato alla discesa dei Franchi all'epoca di Carlo Magno.
La storia di Cerreto è chiaramente legata a quella dei comuni limitrofi infatti nel 1221 i cerretani si sottomisero a Spoleto; invero la città, nonostante fosse nei secoli storicamente contesa dai comuni di Norcia, Camerino e Spoleto, non smise mai di combattere per la propria autonomia.
Nella seconda metà del ‘500 tornò sotto la giurisdizione della Chiesa, fino a quando nel 1569 fu definitivamente aggregata alla Prefettura della montagna, con sede a Norcia.
Solo nell'800, con i francesi, tornò a far parte della giurisdizione spoletina e con il Regno d'Italia acquistò infine la sua autonomia amministrativa.
Il progetto di consolidamento dell'abitato si è reso necessario per i dissesti idrogeologici presenti nell'area e peggiorati dopo gli eventi sismici del 1997 con l'aggravamento delle criticità esistenti.
Tra le finalità dell'intervento un posto di primo piano, oltre al ripristino e alla messa in sicurezza delle opere esistenti, è stato riservato al miglioramento dell'accessibilità e della fruibilità dell'abitato.
Intervento
Sul alcune zone dell'abitato di Cerreto l'intervento è stato reso necessario dai dissesti in atto nel tessuto urbano con problematici cedimenti strutturali di murature già gravemente lesionate.
I lavori realizzati sono stati articolati in funzione delle zone individuate e della loro classificazione; pertanto l'area individuata nella planimetria generale dalla lettera “A” ha visto il recupero delle Mura Castellane ancora conservate e la loro ricostruzione dove completamente crollate; analogo intervento ha interessato la strada esistente, ma ormai non più percorribile.
I lavori di recupero delle mura sono stati realizzati attraverso interventi di consolidamento con la tecnica del scuci e cuci, con iniezioni di malte nelle murature decoese e, ove necessario, con la ricostruzione parziale; in particolare nelle zone in cui vi erano ormai poche tracce delle mura o se ne ravvisava il crollo, si è proceduto alla ricostruzione filologica delle stesse con tecnica e materiali ispirati a quella esistente.
Nella zona identificata con la lettera “B” nella planimetria si è provveduto al recupero e al ripristino delle mura costeggianti la strada che conduce alla Chiesa di Santa Maria Delibera e di quelle retrostanti la stessa. La finalità delle lavorazione è stata quella di salvaguardare le mura esistenti in quanto bene storico ed archeologico mediante interventi specifici e il più possibile ridotti, nel rispetto del miglioramento tecnico e funzionale. Inoltre si è proceduto alla sostituzione del muro in calcestruzzo, in prossimità dell'incrocio, mediante la posa in opera di una palificata che assolve alle funzioni di contenimento. Per un miglior inserimento ambientale la stessa è stata rivestita in pietra con una geometria tale da raccordarsi con il muro esistente e garantire così continuità al prospetto.
Nella zona classificata con la lettera “C” è stata realizzata una paretina in cemento armato tirantata in aderenza al muro di pietra esistente e fortemente lesionato. Dalle indagini svolte si era constatato che nella zona retrostante vi era un riempimento, per la larghezza di circa ml. 4,00 e per tutta l'altezza, che esercitava una forte spinta sulla parete in pietra esistente. La paretina in aderenza risultava essere l'unico intervento realizzabile in quanto la zona non era accessibile con mezzi meccanici e la presenza delle abitazioni non consentiva in alcun modo di procedere alla demolizione e alla ricostruzione dell'esistente. Non si è ritenuto neanche ipotizzabile un consolidamento in quanto le trasformazioni effettuate nel passato ne avevano irrimediabilmente compromesso le funzioni statiche. La rifinitura superficiale è stata realizzata con malte colorate tipo terre naturali; infatti il rivestimento in pietra avrebbe comportato un ulteriore eccessivo restringimento della scalinata pedonale, già evidente con i 20 cm della paretina. La rimozione della scalinata, necessaria per la realizzazione della fondazione della stessa, ha comportato la necessità di rifare la rete fognaria e di ricreare i gradini che sono stati poi rifiniti superficialmente con cordoli e lastricato di pietra.
Anche nella zona individuata con la lettera “D” è stato effettuato il rifacimento della rete fognaria di Via degli Archi, in quanto risultavano evidenti delle infiltrazioni nelle zone sottostanti. Tale rete è stata realizzata asportando la conduttura esistente, che in più punti era interrotta, e sostituendola con una nuova.
I Nostri Restauri

