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Museo delle Genti d'Abruzzo (PE)

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MUSEO DELLE GENTI DI PESCARA (PE), ABRUZZO
Storia
Il Museo delle Genti d'Abruzzo risiede all'interno del complesso edilizio che ospitava le caserme borboniche lungo il fiume Pescara. La caserma e il bagno penale sono oggi l'unica testimonianza delle imponenti opere di fortificazione volute dal duca d'Alba Ferdinando Alvarez di Toledo, viceré di Filippo II di Napoli, per potenziare le difese marittime dell'abitato.
Nel 1566 la Fortezza, che si trova nella zona a sud del fiume Pescara, fu oggetto di un terribile attacco da parte degli ottomani ma resistette valorosamente costringendo alla ritirata gli aggressori.
Nel 1814 i moti carbonari contro il re di Napoli, Gioacchino Murat, esplosero anche a Pescara con lo scopo di occupare la fortezza e di conquistare il bagno penale per poter liberare i patrioti imprigionati. La repressione dell'esercito borbonico fu però durissima e atroce tanto che il bagno penale di Pescara, carcere tristemente famoso per le condizioni disumane in cui versavano i detenuti, divenne il simbolo della repressione e prese il nome di “monumento al supplizio”.
Altro tremendo episodio che colpì il carcere fu quello dell'alluvione del 1853 che causò la morte per annegamento degli internati del bagno penale.
L'ex Caserma Borbonica è oggi di proprietà comunale ed è stata oggetto di numerosi interventi di ristrutturazione e restauro che hanno comportato anche la ricostruzione del tratto intermedio, distrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra.
L'organismo museale è caratterizzato da una serie di ambienti di forma rettangolare e di piccola dimensione che ospitano le sale espositive e gli uffici, collegati da un ballatoio parallelo al fiume; nel tratto di nuova costruzione invece, grazie alla presenza di ambienti molto ampli si trovano la Sala Conferenze, il Caffè Letterario e le sale per eventi culturali e di costume.

Intervento
Gli interventi, che hanno integrato e completato quelli realizzati nel 2003 e nel 2004, hanno portato ad una maggiore valorizzazione della struttura museale consentendo la migliore fruizione dell'edificio storico e delle collezioni in esso esposte e assicurando una più marcata riconoscibilità delle funzioni attraverso la caratterizzazione delle facciate e delle zone di accesso.
Nella prima fase sono stati restaurati sette locali al piano terra, adibiti ad aula didattica, ingresso e shop del museo e deposito. I lavori concernenti l'aula didattica hanno comportato lo smontaggio del pavimento in basoli di pietra vulcanica previa restituzione grafica e numerazione degli stessi; successivamente, dopo il rifacimento del sottofondo con vespaio aereato, si è proceduto al meticoloso rimontaggio delle basole con l'originaria organizzazione superando il dislivello tra i vani con una rampa inclinata per poi restaurare gli ambienti dove sono allocati il Museo della Ceramica, i laboratori e il magazzino.
Sono state realizzate nuove pavimentazioni in cotto per il Museo della Ceramica e ripristinate le originarie volte a mattoni in tutte le sale; nei laboratori e nel magazzino, i nuovi pavimenti sono stati eseguiti in cemento industriale di elevata qualità a base di inerti al quarzo e corindone pigmentato con ossido di ferro grigio lavorato con macchina vibro-levigatrice.
In considerazione della particolare destinazione d'uso sono stati realizzati nuovi impianti che integrano i sistemi di sicurezza del Museo con sistemi di allarme e video controllo interni ed esterni e posizionato un impianto di termoventilazione canalizzato a pavimento per i locali al piano terra.
Si è poi intervenuti all'esterno sulle facciate che prospettano su Via delle Caserme, già fortemente degradate, che reclamavano la presenza di elementi caratterizzanti propri della funzione museale; oltre al risanamento degli intonaci con nuove cromie e alla sostituzione di gronde e pluviali con nuovi manufatti in rame; si è provveduto alla bonifica delle facciate con l'eliminazione di cavi, canalizzazioni ed insegne visivamente inquinanti.
L'intervento di valorizzazione architettonica è stato perseguito sottolineando la lunga facciata con un basamento bugnato ottenuto con il ringrosso e l'arricciatura dell'intonaco e posizionando sotto ogni finestra uno stendardo con il logo del Museo appositamente illuminato. Sul prospetto, lato fiume, sono stati sostituiti tutti gli infissi, ripulite le mensole in pietra sotto il bow-window del primo piano e sostituita la scala di sicurezza.
Gli impianti di illuminazione interno ed esterno sono stati posizionati in modo da  sottolineare i caratteri distintivi del sito e del monumento.
Il progetto poi ha previsto la creazione di un'area di rispetto, da circoscrivere con fioriere e dissuasori, per risolvere la problematica posta dal degrado della golena fluviale, penalizzata da scarsa visibilità e spesso ostruita da un parcheggio selvaggio e adottando opportuni accorgimenti per far fronte ad eventuali esondazioni fluviali.