Cimitero Monumentale di Bergamo
CIMITERO MONUMENTALE
COMUNE DI BERGAMO (BG) – LOMBARDIA
Storia
Il cimitero monumentale nacque dalla decisione del Consiglio Comunale, presa nel 1886, di sopprimere i tre campisanti già esistenti per accorparli in un'unica struttura.
Ernesto Pirovano, architetto milanese, seppe dare la risposta più adatta per la riqualificazione, in senso monumentale, della conclusione del viale di accesso dalla città, grazie all'imponenza della soluzione del corpo d'ingresso sovrastato dal Famedio e allo stile solenne e originale.
I lavori, iniziati con la realizzazione del Famedio nel 1899 quasi contemporaneamente alle opere per la realizzazione dell'avancorpo a sera, si conclusero definitivamente nel 1912 per essere poi ripresi nel 1945. In quest'anno infatti furono realizzate delle opere da parte del padre cappuccino Fortunato da Meda che modificò l'impianto centrale della cappella con il trasporto dell'altare dal centro a ridosso dell'apertura verso il cimitero.
Per quanto riguarda invece la parte oggetto dell'intervento, ossia l'avancorpo a mattina, questo venne realizzato alla fine degli anni '50 su progetto dell'Ufficio Tecnico Comunale in modo simmetrico all'avancorpo a sera.
Intervento
Nel suo complesso il fabbricato si trovava in un discreto stato di conservazione per l'assenza di problemi strutturali.
Gli interventi eseguiti sono stati pertanto articolati, a seconda degli elementi interessati, in tre diversi sistemi che hanno interessato: la copertura dei colombari e delle edicole, le strutture, le finiture.
1) La copertura dei colombari e delle edicole.
Nei porticati i problemi maggiori erano legati alle infiltrazioni d'acqua meteorica dovuti alla rottura delle lastre in fibrocemento e all'inadeguatezza della lattonerie di raccordo tra superfici orizzontali e verticali. Nell'intervento, quindi, si è provveduto a rimuovere la lattoneria esistente e le lastre di copertura in fibrocemento contenenti amianto. Di seguito sono stati sostituiti puntualmente i dormienti e i travetti fatiscenti con elementi analoghi per caratteristiche e dimensioni agli originari. Dopo il restauro delle superfici lignee nelle loro variegate articolazioni (terzere, dormienti, travetti, ecc.), è stato messo in opera un nuovo manto di copertura in alluminio naturale goffrato ed è stata ripristinata la funzionalità dei pluviali e della rete di scarico fino al punto di raccolta delle acque meteoriche.
Di particolare complessità si è rivelata la soluzione delle problematiche ravvisate nelle edicole la cui copertura era costituita in masselli di ceppo di Poltragno, materiale molto poroso che non presentava alcuna superficie impermeabile; la problematica era di fatto aggravata dall'assenza di un sistema di raccoglimento e smaltimento delle acque meteoriche che venivano semplicemente allontanate con dei beccucci con conseguente gocciolamento sulle superfici sottostanti realizzate sempre in ceppo di Poltragno. Si è provveduto quindi a rimuovere la lattoneria esistente e a realizzare in opera iniezioni di malta di calce idraulica specifica, eseguite con iniettori pneumatici capaci di occludere gli interstizi presenti tra la struttura portante in mattoni pieni delle murature ed il rivestimento in lastre di ceppo di Poltragno. Successivamente si è provveduto a posare nuove lattonerie in lega di Venezia su tutte le superfici piane così da impermeabilizzare la parte sommitale in calcestruzzo e il rivestimento in ceppo di Poltragno.
2) Le strutture.
In questa seconda fase si è provveduto a risarcire le fessurazioni presenti nel solaio a volta ricucendole mediante la posa in opera di malta cementizia strutturale di elevate caratteristiche meccaniche e inserendo cunei metallici in acciaio inox per meglio ripristinare la continuità della struttura per poi riapplicare un intonaco rustico con annegata rete metallica zincata.
L'intervento sul fenomeno di degrado puntuale, legato alle caratteristiche del solaio in vetrocemento, a copertura del piano interrato, è consistito nella rimozione meccanica delle parti corticali degradate e ammalorate per poi procedere ad un'accurata sabbiatura dei ferri d'armatura per portare le superfici a metallo bianco su cui applicare una malta cementizia monocomponente anticorrosiva capace di prevenire la formazione di nuova ruggine. Di seguito è stato ripristinato il copriferro mediante l'applicazione di malta tissotropica bi-componente a basso modulo elastico. Infine sono stati sostituiti gli elementi in vetro rotti, differenti da quelli esistenti ma simili come disegno a quelli originali.
3) Le finiture.
Si è provveduto, principalmente, a eseguire interventi di restauro delle superfici rivestite in ceppo di Poltragno interessate da fenomeni di degrado generalizzato dovuti alla formazione di depositi di materiale più o meno coerente, di croste nere, di patine biologiche con presenza di muschi e licheni e alla presenza di vegetazione e di efflorescenze saline. Gli interventi compiuti sono stati di pre-consolidamento, di pulitura, di consolidamento e protezione.
La fase di consolidamento della pietra di Poltragno e stata generalizzata su tutta la superficie mediante iniezioni di resine epossidiche. La fase di pulizia è stata eseguita mediante lavaggio detergente ed emolliente con impiego di acqua deionizzata, erogata a bassissima pressione da appositi ugelli atomizzatori e spazzolatura con spazzole morbide. La pulizia delle croste nere e dei depositi superficiali coerenti, non asportati con la precedente pulitura è stata risolta mediante impacchi con soluzioni e sospensioni ad azione solvente. E' stata eseguita una rimozione meccanica di tutte le superfetazioni, delle sigillature e ricostruzioni improprie e antiestetiche realizzate, in modo posticcio, nel corso degli anni. Nella fase di consolidamento della superficie, considerando come elemento determinante la massima penetrazione del consolidante in profondità, fino al sub-strato sano del materiale, è stata utilizzata una soluzione in white-spirit di silicato di etile.
Per tutti i problemi di umidità con fenomeni di marcescenza, distacco, polverizzazione ed efflorescenze saline sulle superfici intonacate interne si è provveduto alla rimozione completa dell'intonaco esistente e alla realizzazione d'intonaco deumidificante macroporoso per le parti fuori terra, con malte pre-miscelate ad alta resistenza ai sali composte da calci idrauliche naturali, pozzolana, sabbie quarzifere e polveri carbonati che selezionate in curva glanumetrica 0-5 mm. con additivi aeranti naturali. A finire sono stati eseguiti rinzaffo, arriccio e intonachino colorato di finitura.
I Nostri Restauri

