Area Palestra, Università di Mantova
AREA PALESTRA, UNIVERSITÁ SAN FRANCESCO
MANTOVA (MN) – LOMBARDIA
Storia
La sede universitaria di San Francesco è ubicata nel centro storico della città di Mantova e dalla sua forma a pianta a croce si risale facilmente all'origine ecclesiastica del fabbricato. Infatti quest'ultimo faceva parte originariamente del complesso monastico dell'ordine francescano, che, nel corso dei secoli, ha subito continue vicissitudini che ne hanno completamente modificato l'aspetto.
La chiesa del monastero fu progettata dall'architetto Germano, all'incirca nel 1303. Nel corso dei secoli l'edificio religioso fu continuamente abbellito e modificato, ma i cambiamenti più imponenti vanno fatti risalire ai primi anni dell'ottocento quando, a causa delle Leggi Napoleoniche, dopo la sconsacrazione e la requisizione del convento, esso cambiò destinazione d'uso divenendo arsenale di artiglieria. Furono così effettuate numerose opere difensive che modificarono completamente la sua originaria immagine oltre che causare la dispersione di tutta la dote sacra di straordinario valore artistico.
Inoltre durante la seconda guerra mondiale il complesso monastico fu quasi completamente distrutto durante un bombardamento, eccezion fatta per la facciata principale del tempio, per due delle cappelle del lato orientale e la zona della sala “mantegnesca”. Le altre porzioni del fabbricato sono state completamente ricostruite negli anni ‘50 senza però seguire una ricerca del tipo filologico ed utilizzando tecnologie e materiali, per l'epoca, innovativi.
Intervento
I lavori effettuati hanno avuto come scopo la ristrutturazione del vasto lotto dell'area palestra e delle zone limitrofe dell'Università San Francesco.
A causa dei numerosi interventi che si sono susseguiti, nel corso degli anni in modo parziale e non coordinato sul fabbricato San Francesco, si è potuto godere di soluzioni progettuali abbastanza libere così da soddisfare le esigenze distributive e funzionali tipiche di una facoltà universitaria moderna, rimanendo comunque fedeli all'apparato originario.
I lavori hanno avuto i seguenti obiettivi: la realizzazione, al primo livello, di un' aula di grandi dimensioni capace di ospitare circa 200 persone e di tre laboratori di informatica al piano secondo; si è proceduto, inoltre, alla messa a norma degli impianti meccanici ed elettrici e alla formazione di un collegamento in quota tra i solai dei diversi blocchi funzionali al piano secondo, con la eliminazione degli attuali dislivelli nella zona centrale denominata “Lotto di via Pitentino”.
Nel piano seminterrato sono stati conservati gli spogliatoi e i servizi igienici della soprastante palestra. Tali vani sono stati interessati a quota del solaio da piccole opere strutturali quali l'inserimento di putrelle metalliche per favorire la creazione della scala d'angolo che dal piano terra conduce ai piani primo e secondo, venendo a costituire una via d'esodo importante.
Sul lato destro della scala si è realizzata una tramezzatura leggera che nasconde una struttura intelaiata metallica alla quale viene vincolata la soletta della scala e dei pianerottoli. In tal modo si è formato un sistema rigido resistente anche ai fini sismici, evitando di caricare eccessivamente gli orizzontamenti presenti con nuovi pesi. Le nuove scale sono state dotate di filtro a prova di fumo, di un locale sicuro per disabili e sono state sviluppate diversamente a seconda della loro posizione. La scala metallica esistente continua a collegare il piano interrato con il piano terra e con l'uscita nel cortile. Tra il piano terra e il piano primo sono state previste due scale: una nell'angolo del fabbricato verso il cortile principale e una in testata verso via Pitentino.
Anche le pareti perimetrali della scala principale esistente, posta in prossimità del nucleo centrale del fabbricato, hanno subito lievi modifiche, consistenti nell'allargamento dei pianerottoli di piano, con il fine di dare maggiore respiro alla scala stessa e agli sbarchi dell'ascensore ai diversi livelli nonché agli accessi ai nuovi gruppi di servizi.
Per quanto si riferisce alle aule per attività didattica e seminariale sono stati compiuti lavori per la realizzazione di una aula grande al piano primo per circa 200 posti e di 3 laboratori di informatica al piano secondo per circa 35-40 posti ciascuno.
Gli spazi di servizio ricavati sono stati: 1 ripostiglio al piano terra a fianco della scala in testata verso via Pitentino, 3 servizi igienici a servizio diretto della nuova aula grande al piano primo e 1 ripostiglio a fianco della scala nuova posta in angolo verso il cortile principale; due blocchi di servizi igienici per maschi e femmine a servizio dei nuovi laboratori.
Si è inoltre realizzato in prossimità del vano scala principale una parete in vetro antieffrazione con relativa porta di sicurezza in modo da garantire la segregazione del comparto del laboratorio d'informatica durante i momenti in cui non viene utilizzato.
Le pareti esistenti di separazione tra aule e corridoi sono state dotate di spalle in cartongesso utili ad ospitare le porte di accesso e a sostenere mensole in legno. La parete attrezzata che si è venuta così a formare è stata in realtà pensata per sostenere nella parte superiore un grande cavedio longitudinale porta - impianti sempre in cartongesso. In tale contenitore hanno trovato posto tutti i canali per il ricambio di aria, i canali per l'elettrico e quelli per le linee di comunicazione. Il controsoffitto, costituito da pannelli in cartongesso contornati da una veletta curva, costituisce inoltre anche un motivo decorativo delle aule: la cornice perimetrale, infatti, ospita una illuminazione continua con la quale si mascherano anche i collegamenti orizzontali tra la parete attrezzata ed il soffitto.
I pavimenti, dove possibile, sono stati conservati e dove invece troppo danneggiati sono stati sostituiti con materiali il più fedeli possibile all'originario. Nella nuova aula a gradoni, posta nel vano originariamente occupato dalla ex palestra, i pavimenti sono stati fatti in linoleum con sottostrato in legno per l'assorbimento dei rumori di calpestio; questo materiale è stato scelto anche in osservanza delle norme di bioarchitettura.
Le trasformazioni edilizie hanno portato a particolari necessità di modifica dell'assetto impiantistico, oltre al dovuto adeguamento alle recenti norme in materia a causa della riorganizzazione degli spazi interni, dell' esigenza di risparmio energetico, dell'esigenza di minori costi di gestione ed alla necessità di unificare le forniture di energia oggi segmentate tra Università, scuola Oxford e ex scuola Bonomi.
I Nostri Restauri

